| 23 marzo 2009: Giornata Mondiale della Meteorologia |
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Il 23 Marzo, come ogni anno, si celebra la Giornata Mondiale della Meteorologia in occasione della Convenzione che nel 1950 istituì l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (O.M.M.). Il tema di quest'anno è “Il tempo, il clima, l'acqua e lo sviluppo sostenibile" La meteorologia, insieme all’idrologia e alle scienze geofisiche, ha un ruolo fondamentale nello studio dei fenomeni ambientali globali, nello sviluppo di sistemi socio-economici sostenibili. Protezione dell'ambiente vuol dire anche questo e in particolare lotta alla povertà e alle carestie che affliggono il pianeta. La meteorologia e l’idrologia, in un ecosistema mondiale i cui ritmi dei cambiamenti sono sempre più rapidi, suscitano sempre maggiore interesse. Si calcola che il 90% delle catastrofi naturali avvenute nel decennio 1992-2001, erano d’origine idro-meteorologica e hanno causato 622.000 vittime, interessato più di 2 miliardi di persone e prodotto perdite economiche valutate a circa 450 miliardi di dollari USA, cioè circa il 65% del totale dei danni causati da tutte le catastrofi naturali. Nel nostro piccolo, quanto abbiamo denunciato poche settimane fa è solo una minima parte di questo tragico calderone. In tema di utilizzo dell'acqua, l'Agenzia Europea per l'Ambiente (EEA) ha pubblicato recentemente uno studio sulle riserve, l'uso e lo spreco d'acqua nel vecchio continente.L'agricoltura la fa, come ovvio, da leone. In alcune regioni assorbe l'80% di acqua estratta, media europea del 24%. Infatti la domanda d'acqua del settore primario nei paesi del sud Europa (tra cui l'Italia) è in continuo aumento. Cosa che non succede nei paesi del nord o est Europa che evidentemente vanno progressivamente abbandonando un'agricoltura storicamente poco redditizia e che potremmo definire di sussistenza. Questo report evidenzia anche lo spreco di risorse idriche, perfino il 40% in alcune aree. Un indice superiore al 20% indicherebbe uno sfruttamento sopra le proprie possibilità. L'Italia, non è nemmeno il caso di dirlo, è sopra questa soglia. I consigli dell'agenzia europea suonano perfino banali: ridurre gli sprechi, usare sempre la massima accortezza nei consumi domestici (non passare le ore sotto la doccia o lasciare il rubinetto aperto mentre ci si fa la barba per dirne qualcuna), non coltivare specie esigenti in aree a scarsa precipitazione e massimizzare l'efficienza della rete idrica; quello che sconforta è che ancora oggi queste semplici regole di buonsenso vadano puntualizzate nei documenti ufficiali.
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