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09/02/2009 - Ma a novembre le dighe erano a secco?!

 

 

Fiumi esondati, case crollate e montagne franate.

Solo a Oliveto Lucano sono stati stimati danni intorno ai 700.000 euro e il consiglio comunale ha chiesto lo stato di calamità naturale; ormai il denaro è il metro di tutto per cui, facendo due conti, possiamo dire che ogni singolo cittadino di Oliveto ha subito danni per 700 euro...non male!

Non sono crollate solo le vecchie palazzine disabitate che rendono disagevole la mobilità di una parte degli abitanti, ma c'è anche un' azienda zootecnica costretta a traslocare in fretta e furia un centinaio di capi di bestiame a causa di nuovi rischi di crollo (le immagini del Tg3 Basilicata sono da brivido) e tanti altri piccoli danni che la pioggia ha portato.

Ma se per Oliveto possiamo spesso parlare di edifici malandati, le notizie che sono arrivate dalla Calabria fanno pensare al terzo mondo.

La frana, che ha bloccato 60 km dell'autostrada e causato la morte di 2 persone, è semplicemente indegna.

Gli allarmi dei geologi calabresi sono stati tanto numerosi quanto vani e intanto un'autostrada, costata uno sproposito di milioni (credo si sia perso il conto), aspetta ancora di essere completata.

A cosa serve spendere soldi in pubblicità su quanto è bella la Calabria d'estate o come è pulito il mare, se poi una delle perle più belle (Tropea) sembra ridotta a una mulattiera di campagna?

Bertolaso qualche mese fa denunciava che l' 80% dei comuni italiani è a rischio frane (anche la nostra Matera, presumo ricordate Piazzetta Pascoli) e un'altra stima parla del 7,1% dell'intero territorio nazionale.

Sarà che a furia di sbancare, tagliare alberi, arginare qua e là si è perso totalmente il senso delle proporzioni e dispiace che le stesse storie si ripetano puntualmente, cambia solo (qualche volta) la regione.

Sarno è una storia dimenticata troppo in fretta, per il Vajont ci è voluto Paolini e della Valtellina si parla solo per la bontà dei suoi formaggi...e chissà quante altre non mi vengono in mente.

Ma queste sono le grandi tragedie; i piccoli drammi sono quelli degli agricoltori del metapontino che hanno visto i loro campi invasi dalle acque del Basento, o i lidi di Metaponto stravolti dalle onde del mare...

 

 

P.S.: grazie all'amico Giuseppe Flace per lo scorcio suggestivo della Diga di San Giuliano dopo le abbondanti piogge dei giorni passati.

 

 

Marcello Favilli (Tempesta) - http://ataru-moroboshi.blogspot.com


 

 

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