| 05/01/2009 - No ananas e pensiero globale |
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Dopo l'abbuffata di festeggiamenti rieccoci ai periodici appuntamenti. Partiamo dalle felicitazioni del ministro dell'Agricoltura Zaia per la buona riuscita dello sciopero dell'ananas, ovvero l'invito a consumare durante le feste i prodotti tipici italiani di stagione e sopratutto quelli a denominazione di origine garantita. Questa svolta autarchica, oltre che una boccata d'ossigeno per l'economia nazionale, può avere interessanti conseguenze di carattere ambientale. In fin dei conti le campagne, se produttive, vengono anche maggiormente curate; più alberi e piante vogliono anche dire più ossigeno e sopratutto una vigilanza del territorio affidata anche ai singoli cittadini. Oltre al fatto che i filari di alberi in fiore sono sempre più belli a vedersi di una spoglia campagna e inoltre un maggior consumo di prodotti locali fa si che anche i costi energetici per riempire le nostre tavole si riducano: pensate a quanta strada fa il casco di banane che deve arrivare dal Camerun o dal Sud America rispetto alla sacchetta di mandarini della fascia ionica.Di fatto il ministro Zaia con il suo sciopero dell'ananas non ha fatto altro che attenersi alla filosofia "Glocal" ossia “Think global, shop local”. Anche alcune associazioni ambientaliste avevano avuto idee simili invitando gli italiani ad adornare i loro alberi di Natale con frutta di stagione invece dei classici cioccolatini a forma di Babbo Natale, ma non si sa in quanti abbiano accolto l'invito: i bambini possono essere terribili in crisi d'astinenza da cioccolata. Altro tasto su cui battono gli ambientalisti italiani è il consumo di acqua potabile in luogo di quella minerale. L'acqua potabile italiana gode di cattiva pubblicità, ma è in realtà ottima su tutto il territorio nazionale, più controllata di quella minerale (sembrerà strano, ma è così), più economica e meno aggressiva per il nostro ecosistema: bottiglie di plastica, benzina per il trasporto ecc. Marcello Favilli (Tempesta) - http://ataru-moroboshi.blogspot.com
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